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Via col vento e Paw Patrol sarebbero razzisti

Via col vento rappresenta l’America razzista e la piattaforna di video in streaming Hbo Max rimuove il film del 1939 dal suo catalogo, dopo le proteste per la morte di George Floyd. Un portavoce lo ha dichiarato a Variety spiegando che si tratta “di un prodotto del suo tempo e raffigura alcuni dei pregiudizi etnici e razziali che, purtroppo, sono stati all’ordine del giorno nella società americana. Queste rappresentazioni razziste erano sbagliate allora e lo sono oggi e abbiamo ritenuto che mantenere questo titolo senza una spiegazione e una denuncia di quelle rappresentazioni sarebbe irresponsabile”.

Diretto da Victor Fleming e prodotto da David O. Selznik, adattamento dal romanzo omonimo di Margaret MitchellVia col vento (Gone with the wind), il film è ambientato durante la guerra di Secessione, racconta la storia di Rossella O’Hara, interpretata da Vivien Leigh, figlia del proprietario di una piantagione della Georgia. Il film vinse 8 Oscar, tra cui film, regia, sceneggiatura, attrice protagonista (Leigh) e non protagonista: Hattie McDaniel, che con il personaggio di Mami, la balia di Rossella, fu la prima attrice afroamericana a vincere l’Oscar.

Stando a quanto riportato dal New York Times, anche il mondo dei cartoni animati sarebbe stato incluso in questa operazione di rilettura della figura del poliziotto che, spesse volte, nelle produzione americane viene esaltato nelle sue qualità, ed ecco infatti che anche un noto titolo come “Paw Patrol” finisce nel mirino delle proteste.

La richiesta di eliminare il cane poliziotto


Il tweet non è andato particolarmente a genio a qualcuno che ha voluto commentare questa iniziativa, scagliandosi proprio sulla figura di Chase e augurandogli anche la morte, di eliminarlo dal cartone. Insomma, la questione sembra essere sfuggita di mano a coloro che ritengono di dover condannare l’istituzione della polizia in ogni sua forma, anche se si tratta di un cane, ma soprattutto di un cartone animato. La motivazione è quella che ha spinto il reality televisivo Cops, ad essere cancellata, dopo 32 stagioni. Quest’ultima era completamente incentrata sul corpo di poliza, di cui elogiava le qualità e l’aiuto alla comunità, delineando un’immagine non propriamente conforme con la realtà, dove invece, il più delle volte in nome di una supremazia e di un diritto ostentato è proprio la polizia a compiere i delitti più gravi.

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