Samurai 8 - Masashi Kishimoto - NerdSoul
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Samurai 8 – Un’opera un po’ difficile

La nuova opera di Kishimoto non convince pienamente i lettori

Masashi Kishimoto è ritornato alla ribalta sulla rivista Shonen Jump dopo quattro lunghi anni di assenza dalla conclusione di Naruto. A maggio 2019 esce in Giappone il suo nuovo lavoro, Samurai 8, ma le cose non sembrano andare per il verso giusto.

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Per la maggior parte dei lettori di Shonen Jump, l’opera non sta convincendo, anche se le vendite dicono il contrario. Infatti si stagliano al di sopra della media, ma l’opera di Kishimoto si trova sempre nella parte bassa della rivista, al fianco delle opere meno seguite dai fan. Ci si domanda dove sarebbe il nuovo manga se non fosse accompagnato da un nome importante come Kishimoto.

Come mai l’opera non sta sfondando? Si pensa che la ragione derivi dall’autore stesso, che sfidando sé stesso, sta utilizzando delle caratteristiche narrative che distano un po’ dai tipici canoni shonen. Perciò anche molto ammiratori del mangaka si discostano da questa sua ultima opera.

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Questo è quanto dichiarato da Taguchi, editor di Samurai 8, che ha dichiarato anche che questo manga è un’opera di fantascienza i cui personaggi hanno caratteristiche differenti dall’immediata immaginazione dei lettori.

Kishimoto ha affermato che prima di accontentare i lettori, questo manga è una sfida per sé stesso e la complessità che lo caratterizza lo sprona ad andare avanti nella storia. Il creatore di Naruto non è l’ultimo arrivato sulla scena manga, quindi la mossa più saggia da fare è quella di dargli fiducia e aspettare per comprendere la vera essenza di quest’opera.

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Qui sotto vi lasciamo le parole di Taguchi:

Poichè ricorriamo a tanti termini tecnici nel manga, per il lettori tende ad essere complesso dal punto di vista della comprensione. Il genere fantascientifico possiede vari livelli di difficoltà. E’ più facile comprendere un manga se la storia si basa su un mondo reale anche se caratterizzato da personaggi sovrumani. Invece in Samurai 8 lo scenario e l’ambientazione sono completamente diversi, e la storia si sviluppa con l’universo come base di appoggio principale. In più, i samurai-cyborg sono abbastanza diversi rispetto a quelli tipici, pertanto il rischio per i contenuti va nettamente ed intensificarsi quando il lettore è costretto ad immedesimarsi in tale immaginazione. Io penso che questa sia la sfida che Kishimoto stia somministrando su se stesso. L’autore vuole creare qualcosa di diverso da Naruto con un genere più intricato. Credo che egli abbia intenzione di mostrare a tutto il mondo qualcosa di enorme rispetto agli standard. 
Il maestro Kishimoto ha osato farsi avanti alla sfida provando qualcosa di diverso. A dire la verità, sarebbe molto più immediato e semplice per lui disegnare uno scenario come Naruto, ma in tal caso l’autore non sentirebbe lo stimolo che una sfida con se stesso può dargli“.

Amante del fumetto nelle sue svariate forme. Sono cresciuto con Dragon Ball e One Piece e successivamente mi sono appassionato del fumetto supereroistico americano, tra tutti Wolverine e Daredevil. Ammiro e seguo la scena fumettistica italiana, tra tutti le opere di Davide Toffolo.

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