Samuel Stern - L'isola dei perduti - NerdSoul
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Samuel Stern – L’isola dei perduti

Recensione del quarto numero di Samuel Stern

Se cercate delle certezze nella vita, l’unica cosa da fare è ammirare le splendide e affascinanti copertine di Samuel Stern, pupillo della casa editrice italiana Bugs Comics, che nel bene e nel male è diventata una solida realtà editoriale. Questa volta ci viene proposta un’immagine forte e coraggiosa. Possiamo identificarla come una raffigurazione in chiave horror degli affreschi visibili tra le volte di cattedrali seicentesche.

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L’isola dei perduti è il quarto capitolo della storia del libraio di Edimburgo e del suo fidato compare padre Duncan. A differenza dei tre numeri precedenti, la peculiarità di questo è il non darci alcuna certezza. Questa scelta consente di dare alla serie una maggiore libertà ed autonomia, cosa che prima non appariva scontata. Il fumetto non si muove più su un binario rigido, ma invece è capace di spostarsi in maniera efficace tra la varie situazioni e di lasciare stupito il lettore per un finale inaspettato. Quello che poteva sembrare un punto debole si è poi trasformato in uno dei suoi punti di forza.

Si inizia anche a notare piano piano quel concetto di continuità che va oltre l’apparire di una serie con storie autoconclusive. La trama si presenta matura e quella che all’inizio può sembrare una storia banale ci sorprende grazie ad alcuni elementi innovativi. Per esempio la gestione dei due protagonisti che seguono una personale rincorsa alla verità fino ad arrivare ad un incontro tra i due. Tutto ciò porta ad un’evoluzione del personaggio di Padre Duncan, che finalmente iniza ad avere lo spazio e l’importanza che merita.

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Proprio come lo scorso numero, Legione, lo scopo degli autori è quello di disorientarci, di mettere in discussione tutte le certezze, comprese quelle religiose. Davvero la possessione demoniaca è qualcosa di malvagio, da rinnegare? Chi combatte i demoni sta davvero dall parte del bene? Non solo noi ci siamo posti queste domande, ma gli stessi personaggi appaiono pensierosi e spaesati durante le vicende. E’difficile mettere in discussione tutto quello in cui i due protagonisti credevano.

Tutto questo è stato reso possibile non solo dal duo Fumasoli/Filadoro, ma anche grazie all’attento lavoro della disegnatrice di questo numero: Ludovica Ceregatti. Ci ha regalato delle tavole tanto semplici quanto complesse e scorrevoli nella lettura d’insieme. Molto piacevoli l’intersecarsi delle vignette e dell’alternanza di queste con delle splash page molto significative. In tutto questo è stata capace di esaltare sia gli attimi più leggeri sia la tensione e l’orrore tramite piccoli dettagli, come il contrasto chiaro-scuro o le pose innaturali dei corpi.

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In conclusione il quarto numero di Samuel Stern, L’isola dei perduti, ha dimostrato come si può imparare e migliorare da quelli che possiamo chiamare piccoli errori. Nonostante siano usciti solo quattro numeri, gli scrittori di Bugs Comics ci hanno dimostrato la loro serietà e volontà di vincere e convincere, ponendo le basi di quello che può essere un grande successo. Ci auguriamo che, sulle ombre di questi ultimi due numeri particolarmente avvincenti, si possa costruire una linea editoriale destinata a durare nel tempo.

Amante del fumetto nelle sue svariate forme. Sono cresciuto con Dragon Ball e One Piece e successivamente mi sono appassionato del fumetto supereroistico americano, tra tutti Wolverine e Daredevil. Ammiro e seguo la scena fumettistica italiana, tra tutti le opere di Davide Toffolo.

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