Il Primo Re
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IL PRIMO RE – Recensione

Tutte le nostre impressioni

Da ieri nelle sale italiane, “Il Primo Re”, film di Matteo Rovere sulle origini di Roma, ci dimostra come il cinema italiano possa competere magistralmente con quello internazionale.

Una pellicola eccezionale, in grado di tenerti incollato allo schermo per 127 minuti con tutta la sua crudezza, mostrandoti in chiave realistica il mito che ha portato alla nascita della nostra storia.

è questo il motivo, dopo tutto, che ha spinto Rovere a lanciarsi in questa sfida: dopo tantissimi successi mondiali ambientati nella storia della nostra Roma, il giovane regista ha voluto mostrare come tutto sia iniziato, senza alcun bisogno di fronzoli e decori pomposi.

Il Primo Re

Una natura selvaggia e crudele, nel Lazio del 753 a.C. accoglie infatti i due fratelli, dove anche solo l’esser libero è un dono prezioso. In seguito all’esondazione del Tevere e la cattura da parte degli abitanti di AlbaRomolo Remo dimostrano sin da subito di non essere due pastori qualsiasi, liberando tutti i prigionieri e fuggendo così da morte certa. La natura diventa, a questo punto, una vera e propria co-protagonista, sfondo magico alle tragedie che questa piccola famiglia dovrà affrontare prima della fine.

In un epoca in cui il fuoco è visto come una divinità, dove le profezie possono avverarsi, e dove il freddo può ucciderti come un taglio di pugnale, i due fratelli si vedono costretti a prendere ardue decisioni che stabiliranno non solo il loro destino, ma di un intero mondo.

Il “Made In Italy” che Vince

Il Primo Re

All’ingresso in sala non si riesce ad avere un’idea corretta di cosa lo schermo stia per proporti. L’immaginario vede una rappresentazione del mito fitta di invenzioni, di imperfezioni ed effetti al computer, per ridarti qualcosa di accettabile e piacevole. La realtà è completamente diversa.

Quella che verrà proiettata è una storia cruenta, di lotta e crudeltà ma soprattutto di sopravvivenza. Il destino è qualcosa di reale e immutabile per questi due fratelli e, per quanto a conti fatti sia Romolo il “Primo Re”, la scena è predominata da un Remo temibile ed inarrestabile, disposto a sfidare gli dei e il fato pur di far prevalere il proprio volere.

Il Primo Re

Un Alessandro Borghi eccezionale ed impeccabile, in una interpretazione “insolita” ed arcaica, capace di interpretare ruoli difficili, in condizioni estreme come, nel caso specifico de “Il Primo Re”, la natura selvaggia dei boschi, vestito solo di fango e pochi stracci.

Applauso meritatissimo anche ad Alessio Lapice, il Romolo della nostra storia che, con passione ed impegno, ha portato sui nostri schermi un uomo ferito e moribondo, abbandonato da tutti tranne che dal suo stesso sangue, ma nonostante tutto, credente negli dei e nelle loro tradizioni.

La furia della lotta si propone allo spettatore con tutta la sua cruda brutalità, in più sequenze di impressionante realismo, dove il dolore di una gamba spezzata o di un pugnale nell’addome, è così realistico da poterlo quasi avvertire sulla propria pelle.

Trasportati indietro di 2000 anni, gli spettatori avranno così l’occasione unica di immergersi completamente in un epoca storica inimmaginabile e reale, grazie anche ad una fotografia inimitabile, una maniacale cura dei dettagli visivi e storici e ad una lingua (il Proto-latino) che, sebbene renda il film non accessibile a tutti, rende verosimilmente più comprensibile l’intera vicenda. (P.S.: non possiamo non lodare l’intero cast per la superba interpretazione in una lingua estinta da millenni, ma soprattutto Lapice per il discorso finale)

Il Primo Re

Non vi dirò altri motivi per andare a vedere”Il Primo Re”.

Non solo perché vi ho già chiaramente espresso come la penso, tralasciando tantissimi dettagli che rendono questo film degno di essere visto e rivisto più volte, ma soprattutto perché, se amate il cinema inteso come arte e i film che possono realmente definirsi “eccezionali”, allora avete già prenotato il biglietto per la prima visione disponibile.

Voto
9.5

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Vivo da sempre in bilico tra due mondi. Da una parte quello reale, fatto di amici, lavoro e famiglia. Dall'altra parte, un mondo, forse più bello, dove i personaggi di film, serietv e libri si incrociano in un folle miscuglio. Con loro ho vissuto esperienze uniche: sono precipitato su un isola sconosciuta a bordo del volo 815 della Oceanic Airlines, ho fatto maratone del Padrino in casa Gilmore abbuffandomi di pizza e cibo cinese, partecipato senza invito alle folli feste di Gatsby per poi tornare nell'Upper East Side. In seguito agli studi ad Hogwarts, ho viaggiato in lungo e in largo, dalle terre di Narnia ai sette regni di Westeros. Uno degli ultimi arrivati nelle ricerche aliene in New Messico ma tra i primi alla specializzazione del Seattle Grey. Insomma, un mondo che mi ha dato tanto, da condividere con l'altro mondo che, allo stesso modo, sa darmi soddisfazioni.

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