SERIE TV

Chernobyl: miniserie targata HBO

Chernobyl giudicata miglior miniserie delle storia

Nel 1986 non esisteva ancora internet. Eravamo in piena guerra fredda, le informazioni erano molto filtrate, non c’erano video o immagini o testimonianze diffuse dai testimoni del posto .

Il governo ha deciso di segregare quanto successo e per moltissimi anni non è stato possibile divulgare esplicitamente informazioni su individui e sui danni effettuati all’ambiente circostante.

Oggi nel 2019 è fortunatamente molto diverso in termini di comunicazione. Sky Atlantic ci regala una fantastica miniserie che racconta nei dettagli l’incidente che ha coinvolto il reattore nucleare russo, catalogato come l’incidente più triste e famoso di sempre.

Verità e finzione

Chernobyl è stata creata e sceneggiata da Craig Mazin, già sceneggiatore di Effetti collaterali, Superhero e firma anche come produttore insieme a Johan Renck (regista dei 5 episodi), Chris Fry (Spooks) e Gary Tuck (Defiance – I giorni del coraggio). Riguardo alla sceneggiatura, Mazin ha raccontato di aver voluto creare un docudrama basato su fatti reali – narrati con la massima cura – ma anche di averli mescolati con scene e dialoghi creati ad hoc per la sua serie. Non assistiamo a una cronaca reale e puntuale sulle vite dei protagonisti della vicenda, bensì a una serie di drammatizzazioni relative a personaggi che si sono mossi su uno scenario assolutamente fedele alla realtà. 

Un cast degno di nota

Chernobyl vanta un cast di grandi nomi, a cominciare dalla due volte nominata agli Oscar Emily Watson (Le onde del destino, Gosford Park) e dal pluripremiato Stellan Skarsgård (Will Hunting – Genio ribelle, Millennium – Uomini che odiano le donne), che aveva già lavorato insieme alla Watson ne Le onde del destino. Ma ci sono anche tanti altri attori di grande rilievo: Jared Harris (The Terror, The Crown), Jessie Buckley (Taboo), Paul Ritter (Quantum of Solace, Hannibal Lecter – Le origini del male), Sam Troughton (Il rituale, Robin Hood), Adam Nagaitis (The Terror, L’uomo sul treno) e tanti altri.

Una ricostruzione meticolosa degli eventi

Per far sì che la ricostruzione storica fosse il più fedele possibile, Mazin ha scelto di girare in Lituania, ex dominio russo e prima repubblica baltica a ottenere l’indipendenza dal regime sovietico, nel 1990. Grazie alla documentazione storica e alle testimonianze della popolazione locale, la produzione ha quindi potuto ricostruire con esattezza ogni dettaglio dell’epoca, dall’abbigliamento dei personaggi al paesaggio, dalle abitazioni alle sedi ministeriali.

Muovendosi fra la Lituania, l’Ucraina (a Kiev, per la precisione) e Mosca, la troupe è stata composta in larghissima parte da gente del posto, tutti cittadini (o ex cittadini) sovietici, che hanno contribuito in modo determinante alla riuscita di una ricostruzione fedele. La verosimiglianza, fondamentale per restituire l’atmosfera dell’epoca, era una condizione irrinunciabile per Mazin e la produzione, per questo è stata sempre al centro di ogni studio e ricerca finalizzato alla messa in scena di Chernobyl.

Una serie tutta da scoprire

Trasmessa negli USA e in Gran Bretagna fra il 6 maggio e il 3 giugno, Chernobyl ha conquistato il pubblico, ottenendo il voto più alto su IMDb (9.7) mai conquistato da una serie o miniserie televisiva.

Con oltre 150.000 spettatori votanti, ha superato nella classifica del celebre motore di ricerca dedicato a cinema e TV alcune fra le serie più amate di sempre, da Band of Brothers (9.5) a Dr. Horrible (8.6), dalla premiatissima serie antologica Black Mirros (8.9) a Battlestar Galactica (8.6), dalla storica Radici (8.3) a Orgoglio e pregiudizio (8.9).

Anche la critica non è stata da meno: su Rottentomatoes, uno dei più utilizzati strumenti di ricerca per la verifica delle recensioni di film e serie TV, ha totalizzato una media molto alta: 8.85 su 10. 

I personaggi principali sono la trasposizione televisiva di persone realmente esistite. Valery Legasov (Jared Harris) era a capo degli scienziati alle prese con il disastro nucleare, morì due anni e un giorno dopo il disastro, a soli 51 anni, in circostanze mai ufficialmente chiarite. Stando anche al racconto della figlia, fu il disastro stesso a divorarlo dall’interno, per tutto ciò a cui aveva assistito, dall’ecatombe al disastro ambientale, con tutte le conseguenze del caso.

Boris Scherbina (Stellan Skarsgård) era invece a capo dell’ufficio per il combustibile e l’energia. Il Cremlino lo investì del ruolo di guida per la commissione governativa incaricata di occuparsi del disastro di Chernobyl. Morì il 22 agosto del 1990, all’età di 70 anni. Si occupò anche del terremoto che colpì l’Armenia nel 1988.

Anatoly Dyatlov (Paul Ritter) era il vice-capo ingegnere di Chernobyl. Venne condannato a 10 anni di lavori forzati per le sue responsabilità nel disastro, insieme ai colleghi Victor Bryukhanov e Nikolai Fomin. Morì nel 1995, a 64 anni, per un infarto collegato ai danni da radiazioni.

Vasily (Adam Nagaitis) e Lyudmilla Ignatenko (Jessie Buckley), rispettivamente uno dei vigili del fuoco intervenuti sul luogo del disastro e sua moglie. Lyudmilla vide morire la propria figlia poche ore dopo la nascita, a causa delle radiazioni. Anche lei ne fu colpita duramente, subendo diversi attacchi di cuore. Però sopravvisse, e ancora oggi è viva. Vive in Ucraina insieme al figlio.

La serie tv di HBO è disponibile anche su Now tv

Fonte

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